• Stefano Campolo

Stobart Air ripiega le ali


Stobart Air è in liquidazione. Dalla mattina del 12 giugno la compagnia aerea irlandese ha cessato ogni operazione. Tutti i voli sono stati cancellati, lasciando a terra centinaia di passeggeri e mettendo a rischio oltre 500 posti di lavoro. Lo riporta il Guardian. Il vettore gestiva i voli regionali della compagnia irlandese Aer Lingus ed è l'ultima vittima della ristrutturazione in corso da alcuni anni nel settore dell'aviazione europea. Per Stobart sarebbe infatti probabilmente erroneo attribuire la chiusura agli effetti della pandemia da coronavirus, anche se da aprile 2020 la compagnia ha volato pochissimo.


Fondata nel 1970 con il nome di Aer Arran, la Stobart Air iniziò le attività collegando alla terraferma l'isola irlandese di Inishmore nell'arcipelago delle Aran con due piccoli bimotori Britten-Norman Islander.


Fino a metà degli anni Novanta è rimasta una piccolissima compagnia di fatto a servizio dei turisti e dei pochi abitanti delle Aran Islands. Il punto di svolta fu nel 1994 quando Pádraig Ó Céidigh ed Eugene O'Kelly acquistarono la compagnia aerea e cominciarono a espandere le rotte e la flotta. I primi servizi di linea risalgono al 1998 quando il governo irlandese assegnò a Aer Arran i sussidi per operare due rotte di continuità territoriale, tra l'aeroporto di Dublino verso il Donegal e Sligo. Risale al 2002 il primo servizio verso il Regno Unito e l'isola di Jersey, mentre due anni più tardi si aggiungono alla rete i collegamenti francesi verso Lorient e Nantes. La metà dei Duemila sono gli anni migliori per la compagnia che nel 2007 registra oltre 100 milioni di fatturato e trasporta 1,15 milioni di passeggeri.


Nel 2010 Aer Arann e Aer Lingus fondano insieme la divisione regionale della principale compagnia irlandese e la piccola azienda fondata per collegare l'arcipelago a ovest di Galway si trasforma in una sussidiaria che opera i voli interni e corto e cortissimo raggio per conto di Aver Lingus. Cominciano a evidenziarsi anche alcune difficoltà societarie e alla fine del 2010 viene individuato il gruppo Stobart come possibile partner. Il gruppo entrò nel capitale sociale prima con il 5 per cento per arrivare al controllo completo negli anni successivi. Nel 2014 il marchio commerciale cambia nome in Stobart Air e viene finalizzato un accordo di cinque anni con FlyBe per operare sei rotte europee per conto della compagnia inglese.


Il fallimento di FlyBe, concomitante con l'inizio della pandemia, ha di certo inciso negativamente sui conti della piccola Stobart. Ma l'evento cruciale per il destino di Stobart Air è stata la scelta di Aer Lingus di cambiare partner per i voli regionali. La compagnia irlandese non ha voluto prolungare l'accordo di cooperazione con Stobart che scadeva alla fine del 2022, scegliendo di rivolgersi a Emerald Airlines, un vettore ancora allo stato embrionale che dovrebbe cominciare le operazioni nel gennaio 2023.


Per Stobart Air è stato il colpo di grazia che ha fatto vaporizzare le ipotesi di un nuovo passaggio di proprietà tra aprile e maggio 2021 e, molto probabilmente, ha reso scettici eventuali creditori.


Stobart al momento della chiusura contava su oltre 500 dipendenti e una flotta di 12 aerei, tutti Atr72 di cui 11 in servizio e uno a terra.