• Stefano Campolo

ITA ottiene certificato e licenza, ma Alitalia resta attiva



L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile ha rilasciato il 18 agosto alla società ITA - Italia Trasporto Aereo - il Certificato di Operatore Aereo (COA) e la Licenza di Esercizio di Trasporto Aereo. Il rilascio è avvenuto al termine del volo test fatto il 16 agosto.


Alessio Quaranta, direttore generale dell’ENAC, fa presente che “il rilascio del COA attesta che la compagnia aerea è in possesso della capacità professionale e dell'organizzazione aziendale necessarie ad assicurare l'esercizio dei propri aeromobili in condizioni di sicurezza. La licenza di operatore aereo costituisce il provvedimento finale relativo alle verifiche giuridico-amministrative ed economico-finanziarie, oltre che tecnico-operative. Con il possesso del COA e della licenza di operatore aereo la società può avviare la vendita di biglietti”.


Il primo volo commerciale di ITA è previsto per il 15 di ottobre, mentre il giorno prima sarà l'ultimo di servizio per Alitalia. Al momento la vecchia compagnia sta però ancora agendo come se nulla dovesse accadere. Al momento in cui scrivo è ancora possibile acquistare un volo interno a gennaio 2022 o una trasferta a Tokyo per Pasqua, sempre del prossimo anno. La rete vendita di Alitalia proseguirà a emettere biglietti fino a quando il Ministero dello Sviluppo Economico non ordinerà la sospensione delle operazioni. A rigor di logica dovrebbe avvenire presto, perché ogni biglietto venduto in più sarà a carico dei contribuenti. Il governo ha infatti deciso di rimborsare i clienti Alitalia con biglietti validi in data successiva al 14 ottobre 2021. L'esecutivo ha stanziato 100 milioni di euro per sostenere i rimborsi, il timore è che non siano sufficienti.


ITA non potrà contare sulla struttura di Alitalia, i cui asset saranno messi all'asta. Se la nuova compagnia vorrà avvalersi di manutenzione, gestione dei servizi a terra (handling) e il marchio, dovrà partecipare alle gare pubbliche e vedersela con eventuali concorrenti. Non avrà alcuna possibilità invece di ottenere il programma fedeltà MilleMiglia, per espressa volontà della Commissione europea che ha voluto così marcare la discontinuità tra le due gestioni come condizione per il benestare all'operazione.


Brutta notizia per gli oltre 6 milioni di iscritti al programma, dei quali però solo un sesto è realmente attivo e una frazione ancora inferiore ha accumulato un numero di miglia tali perché valga la pena esigere il credito. Il valore di un miglio, secondo gli standard di mercato, è pari a circa 0,1 centesimi di euro e considerato che i crediti complessivi si aggirano sui 45 miliardi di miglia, il programma ha un 'debito' valutabile intorno ai 45 milioni di euro.


Anche se gli utenti attivi sono relativamente pochi, MilleMiglia è un'operazione interessante perché contiene i dati e le abitudini di viaggio e di spesa di 6 milioni di individui e aziende. Come scrive il Corriere della Sera non è un caso che

Loyalty la società interna ad Alitalia che detiene il programma MilleMiglia, è un piccolo gioiello. I suoi conti negli ultimi anni hanno chiuso sempre in attivo. Anche nel 2020, in piena pandemia, ha registrato un utile di esercizio di 4,07 milioni di euro e un patrimonio netto di 57,83 milioni stando ai bilanci consultati dal Corriere. Nel 2019, prima del Covid, l’utile era di 18,97 milioni, mentre i ricavi sono passati da 51,1 a 17,48 milioni. Non solo. Incrociando tra loro i documenti depositati dalla terna commissariale si scopre anche che al 31 dicembre scorso i soldi nella cassa di Alitalia erano in tutto 175 milioni di euro, di cui un sesto (30,6 milioni) dentro Loyalty chiamata più volte a condonare i debiti dell’azienda madre nei suoi confronti.

I clienti MilleMiglia potrebbero pertanto essere poco felici di un eventuale acquirente impegnato in un settore diverso dall'aviazione, come la moda, la grande distribuzione o l'elettronica di consumo. Certo è che ITA non ha alcuna possibilità di veder atterrare il programma tra le sue braccia. Anche se paradossalmente riuscisse ad acquisire il marchio storico e quindi a presentarsi sul mercato come Alitalia, della vecchia compagnia non avrebbe la base consolidata di clienti. Se ne vorrà uno, ITA dovrà costruirsi un suo programma fedeltà da zero. Una strada tutta in salita, soprattutto con la pandemia in corso.