• Stefano Campolo

I no vax non potranno volare

Aggiornamento: ago 25


La vita dei no vax sta diventando sempre più complicata. Prima le sospensioni in ambito professionale, poi l'impossibilità di sedersi anche al tavolo della più infima osteria per mangiare un boccone. Ora si profila minaccioso il bando a farli perfino avvicinare a un aereo. Sempre più compagnie e persino interi paesi sono in procinto di istituire restrizioni a chi non ha fatto il vaccino anti covid.


A partire dal 7 settembre 2021, Blade richiederà ai passeggeri di essere completamente vaccinati su tutti i servizi, inclusi elicottero, idrovolante e jet. Secondo la compagnia "i passeggeri vogliono essere certi che i loro compagni di volo sono vaccinati". Blade è una compagnia con base a New York che offre collegamento in elicottero da Manhattan agli aeroporti della zona, oltre a servizi charter con idrovolante e piccoli jet.


È la prima compagnia aerea a implementare i requisiti di vaccinazione per i passeggeri statunitensi, ma altre potrebbero seguire l'esempio. United ha diramato un ordine di servizio al personale chiedendo che tutti siano completamente vaccinati (due dosi nel caso fosse necessario) entro il 20 settembre. Lo stesso ha fatto Frontier Airlines ponendo come scadenza il 1 di ottobre.


L'americana Delta imporrà una tassa di 200 dollari al mese ai suoi dipendenti non vaccinati contro il Covid. È la prima grande azienda americana a optare per una sanzione per spingere i suoi lavoratori a vaccinarsi. Al momento, afferma un comunicato ufficiale della compagnia, il 75 per cento dei dipendenti è già vaccinato. La tassa verrà resa effettiva dal primo giorno di novembre, mentre da metà settembre i dipendenti non vaccinati dovranno sottoporti al test per il Covid ogni settimana.


Sempre in Nord America, il governo canadese ha annunciato che entro la fine di ottobre tutti i lavoratori impiegati nel settore trasporti siano vaccinati e l'obbligo si estenderà a certe categorie di passeggeri. Tra questi i viaggiatori sugli aerei di linea, sui treni a lunga percorrenza e sulle imbarcazioni che prevedono il pernottamento, come le navi da crociera.


La Nuova Zelanda adotterà un approccio graduale per riaprire le frontiere nel 2022 sulla base di vaccinazioni accelerate e classificando i viaggiatori come ad alto, basso o medio rischio.


Una volta che un numero sufficiente di persone sarà stato vaccinato, il governo neozelandese andrà avanti con l'introduzione graduale di un "approccio basato sul rischio individuale" nel 2022. Ciò comporterà la creazione di percorsi a basso, medio e alto rischio che dipenderanno dalla provenienza del viaggiatore e dal suo stato di vaccinazione.


Ai viaggiatori vaccinati provenienti da paesi a basso rischio sarà consentito l'ingresso senza quarantena. Coloro che entrano in Nuova Zelanda da paesi a medio rischio dovranno autoisolarsi, ma isolamento e la quarantena potrebbero essere ridotti per coloro che sono vaccinati.


Chi proviene da paesi ad alto rischio dovrà invece continuare a sottoporsi alla quarantena di 14 giorni interi. Sarà obbligatorio per tutti i viaggiatori non vaccinati e per quelli che provengono da zone ad alto rischio di sottoporsi a tampone prima dell'ingresso nel paese.


In Australia i confini sono ancora chiusi e probabilmente lo rimarranno ancora a lungo viste le lentezze del piano vaccinale. Qantas, la principale compagnia, ha scelto di spronare i restii a vaccinarsi offrendo sconti, miglia del proprio programma fedeltà e mettendo in palio un super premio. Il concorso sarà realizzato nei prossimi mesi e prevede per chi si vaccina entro la fine di dicembre la possibilità di ottenere uno dei 10 biglietti speciali che consentiranno di viaggiare gratis, illimitatamente per un anno su tutto il network di Qantas e Jet Star. Per quanto riguarda il personale, piloti, assistenti di cabina e addetti degli aeroporti hanno l'obbligo di vaccinarsi entro il 15 novembre. Il restante personale ha tempo fino al 31 marzo 2022.