• Stefano Campolo

FlyBe, cancellazioni, ritardi e accuse di razzismo

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Un aereo della compagnia FlyBe in atterraggio all’aeroporto di Gatwick

[/vc_column_text][vc_custom_heading text=”di Stefano Campolo” font_container=”tag:h6|font_size:16|text_align:left|color:%2310b8c7″ use_theme_fonts=”yes” link=”url:https%3A%2F%2Ftwitter.com%2Fpartodomani||target:%20_blank”][vc_column_text][/vc_column_text][vc_column_text]Sono settimane di passione per FlyBe, la piccola compagnia britannica che collega point-to-point le città minori del Regno Unito con Londra e altre capitali europee. Il vettore in cattive acque da tempo è stato acquisito a febbraio dal gruppo Connect (Virgin Atlantic), ne abbiamo parlato qui, dalla primavera ha registrato una lunga serie di ritardi e cancellazioni dei voli, tanto da guadagnarsi il nomignolo “Flymaybe” (forse vola) da parte della crescente platea di utenti insoddisfatti. E proprio in questi giorni deve affrontare le vibranti accuse di razzismo per aver lasciato a terra un gruppo di quattro ragazze ad Amsterdam.

Come riportato dalla BBC, il 30 giugno quattro ragazze britanniche di rientro dopo una breve vacanza si sono viste negare l’imbarco su un volo FlyBe da Amsterdam a Birmingham. Le ragazze e le ispettive famiglie accusano lo staff di FlyBe di razzismo nel sostenere che le viaggiatrici avevano un atteggiamento minaccioso e di aver sequestrato loro i passaporti.

Chloe, una delle ragazze, ha raccontato alla BBC che il problema è cominciato all’apertura dell’imbarco. Il suo gruppo era in prima fila ma, poiché c’è stao un cambio nell’assegnazione dei posti, è stato chiesto loro di attendere. Quando è arrivato il loro turno, Chloe afferma che i loro passaporti sono stati presi e gli è stato detto che non avrebbero avuto il permesso di salire a bordo. “L’assistente di terra ha detto: “È il mio aereo, decido io chi va sale”, afferma Chloe.

FlyBe tuttavia nega che i passaporti del gruppo siano stati presi in qualsiasi momento, da loro o dalla polizia olandese. La ragazza, al contrario, sostiene che il personale dell’aeroporto ha lanciato una “raffica” di insulti a lei e ai suoi amici – e nega che qualcuno di loro stava minacciando lo staff di FlyBe. La compagnia aerea afferma di aver preso le accuse del gruppo “estremamente seriamente” e che è stata avviata un’indagine interna con carattere di urgenza.

Mossa insufficiente a impedire il proliferare delle immagini dell’episodio registrate al gate d’imbarco e postate su Twitter dalla sorella di una delle ragazze. I video sono diventati presto virali raccogliendo oltre un milione di visualizzazioni con conseeguente e facilmente immaginabile danno di immagine per FlyBe.

. @flybe So my little sister and her friends were refused boarding from your flight attendants & her supersvisors because she saw them and felt threatened! THIS IS THEM PLEADING WITH HER THAT THEIR PARENTS ARE WAITING FOR THEM IN THE UK, THE SUPERVISOR CONFISCATE THEIR PASSPORTS! pic.twitter.com/huewtvanCG — kai$£r (@KaiserCoby) 30 June 2019

Secondo la ricostruzione di FlyBe offerta a Radio 1 Newsbeat, gli agenti di terra in servizio ad Amsterdam si sono sentiti minacciati dal comportamento aggressivo e dal linguaggio usato dal gruppo di passeggeri. Afferma inoltre di avere contattato un membro della famiglia delle ragazze coinvolte, ma Chloe nega che ciò sia avvenuto.

Le ragazze alla fine sono riuscite a rientrare nel Regno Unito su un treno Eurostar, 24 ore dopo la partenza del volo che avrebbero dovuto prendere. I biglietti, ha riferito Chloe, sono costati 240 sterline l’uno.[/vc_column_text][separator width=”200px” height=”2px” color=”#5b5b5b”][/vc_column][/vc_row]

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