• Stefano Campolo

Singapore, telecamere riconoscono i passeggeri

[vc_row][vc_column css=”.vc_custom_1447931272021{padding-right: 12% !important;padding-left: 12% !important;}”][media image=”22504″][vc_column_text]

L’area con i chioschi del check-in al terminal 4 dell’aeroporto di Singapore (photo credit Changi Airport Group)

[/vc_column_text][vc_custom_heading text=”di Stefano Campolo” font_container=”tag:h6|font_size:16|text_align:left|color:%2310b8c7″ use_theme_fonts=”yes” link=”url:https%3A%2F%2Ftwitter.com%2Fpartodomani||target:%20_blank”][vc_column_text][/vc_column_text][vc_column_text]Nell’arco di uno o due anni l’aeroporto di Singapore potrebbe dotarsi di sistemi biometrici di riconoscimento facciale all’interno di tutti i propri terminal. Come riportato dall’agenzia Reuters, la tecnologica potrebbe essere utilizzata per localizzare i viaggiatori smarriti o quelli che, in ritardo per qualsiasi motivo, impediscono ai voli in partenza di chiudere l’imbarco e lasciare il gate.

Il sistema dovrebbe funzionare attraverso centinaia di telecamere installate sui punti luce dei terminal in grado di ‘leggere’ il volto delle persone in transito nella loro area e di inviare le immagini a un software. Il programma mette a confronto la foto scattata dalla telecamera con i database di aeroporto e compagnie aeree. L’idea solleva più di un problema relativo alla privacy dei passeggeri, ma Changi, come il resto della Città Stato, è uno di quegli aeroporti che ha abbracciato le nuove tecnologie con maggiore entusiasmo, nella convinzione che possano risolvere problemi concreti e rendere più efficiente l’intera gestione dello scalo. Non a caso sono state adottati dei sensori per ridurre di 90 secondi i tempi di rullaggio degli aerei tra i gate e le piste di decollo, garantendo minori consumi di carburante e un controllo più accurato nella gestione dei piazzali; per avere una stima precisa sui tempi di atterraggio degli aerei fin da due ore prima dell’arrivo, quando fino a poco tempo fa previsioni simili erano possibili solo 30 minuti prima; nel T4, il nuovo terminal dell’aeroporto di Singapore, inaugurato a settembre 2017, la biometria e il riconoscimento faccial è utilizzato nei chioschi del self check-in, in quelli per imbarcare le valigie e ai varchi immigrazione. L’utilizzo di queste tecnologie, assicurano i gestori dell’aeroporto, ha un impatto positivo nella gestione delle code e sui costi generali poiché serve un numero minore di addetti a terra e alla sicurezza.

Se il terminal T4 funziona come sorta di banco di prova di tutte le tecnologie e delle sperimentazioni che verranno implementate nel futuro terminal T5 entro dieci anni, Changi sta cercando di estendere il riconoscimento facciale e la biometria ai tre terminal più vecchi per il trasferimento automatico delle borse e l’immigrazione. Dove oggi è necessario che il passeggero mostri passaporto, carta d’imbarco e il proprio volto, presto basterà mostrare la propria faccia, senza bisogno del passaporto o della carta d’imbarco, per passare i varchi sicurezza e immigrazione.[/vc_column_text][separator width=”200px” height=”2px” color=”#5b5b5b”][/vc_column][/vc_row]

#biometria #innovazione #changi #riconoscimentofacciale #aeroporto #singapore #nuovetecnologie

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook Icona sociale
  • Twitter Icon sociale

©2020 di Partodomani | Scritto con cura da Stefano Campolo | Privacy Policy | Termini e Condizioni