• Stefano Campolo

Il governo vuole sospendere addizionale comunale

Aggiornato il: nov 13


L’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria, uno degli scali interessati dalla proposta del governo


Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, per sostenere i piccoli aeroporti italiani sta proponendo di sospendere il versamento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco per il 2020. La misura darebbe una boccata d’ossigeno agli scali aeroportuali minori, cioè quelli con un volume di traffico inferiore a 1 milione di passeggeri l’anno.


Gli Aeroporti interessati dalla proposta sono: Ancona, Brescia, Comiso, Crotone, Cuneo, Grosseto, Lampedusa, Marina di Campo, Pantelleria, Parma, Perugia, Pescara, Reggio Calabria, Rimini, Salerno, Trapani e Trieste. Secondo una nota del Mit, la sospensione per il 2020 dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, a fronte di una limitata riduzione del gettito fiscale (nel 2018 l’importo complessivo è stato pari a circa 12,7 milioni di euro), porterebbe notevoli benefici a tutta la rete di collegamenti aerei nazionale e servirebbe da volano anche per il settore turistico, in particolare verso quei territori geograficamente più disagiati.


Se dovesse essere messo in atto tale provvedimento, gli aeroporti indicati potrebbero continuare a incassare l’addizionale dalle compagnie aeree, ma non sarebbero tenuti a versarla all’erario. È presumibile che, a causa del lungo blocco ai voli che perdura da marzo e ha interessato anche l’avvio della stagione estiva, il volume dell’addizionale sarà sensibilmente ridotto. L’imposta in questione è, come spiegato qui, in realtà un balzello statale mentre solo una quota irrisoria viene devoluta ai comuni dove hanno sede gli aeroporti.


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